Il ruolo dell’alimentazione nel campo dell’efficienza mentale, della memoria, della concentrazione, è troppo spesso trascurato.
Invece è di fondamentale importanza rendersi conto che il cibo può influenzare fortemente il rendimento intellettuale, in maniera a volte sorprendente.
Pensiamo alla relazione tra l’alimentazione e i seguenti fattori:
• buonumore
• memoria
• concentrazione
• attenzione
• risultati scolastici
• rendimento intellettuale
• lucidità di pensiero
• efficienza mentale
• prontezza
• capacità di risposta
• abilità nel trovare soluzioni
Ebbene, tutti questi fattori possono essere fortemente correlati alla propria alimentazione.
Spesso ci si rassegna a dire “non riesco a concentrarmi”, invece di fare attenzione a come il proprio sistema reagisca dopo aver mangiato certi alimenti, anche fino ad alcuni giorni dopo l’assunzione.
Un campo particolarmente interessante è quello del rendimento scolastico. Si preferisce dire “il ragazzo non si impegna abbastanza”, parlando di uno studente che non ama stare sul banco di scuola o sui libri, oppure “il ragazzo potrebbe dare molto di più”, parlando di un alunno che si impegna ma non raggiunge i traguardi sperati.
Tralasciando qui i molti altri aspetti che determinano i risultati scolastici, ci vogliamo soffermare invece su un aspetto troppo spesso trascurato, che influenza fortemente tutti i fattori prima elencati: l’alimentazione.
Il ruolo della Kinesiologia
Ognuno reagisce in modo personale a ciascun alimento, perciò è difficile dare regole generali. Un metodo per riconoscere quali cibi influenzino la propria lucidità intellettuale è il test kinesiologico. Il Kinesiologo, effettuando il test muscolare, può individuare quali cibi organizzano o disorganizzano la risposta muscolare e di conseguenza la persona è in grado di scegliere la propria alimentazione con più consapevolezza.
Nel caso di soggetti particolarmente sensibili, seppure in salute, un certo cibo può portare a effetti temporanei che le persone attente alle reazioni del proprio organismo descrivono come “sentirsi poco efficienti mentalmente” o “non riuscire a concentrarsi”. Un cibo incompatibile non sempre provoca problemi digestivi, spesso provoca problemi a livello di rendimento intellettuale ed è un caso molto subdolo perché è difficile accorgersi della correlazione.
Riscoprire le proprie potenzialità
L’esempio migliore è dato dai casi vissuti. Vediamo alcuni esempi di persone che hanno risolto i loro problemi grazie alla kinesiologia.
Jacopo, 15 anni.
Jacopo è il terzo figlio in una famiglia serena e riferisce di avere il problema dei risultati scolastici. Frequenta la prima classe superiore in un Istituto per Geometri, a gennaio i suoi voti sono in larga parte insufficienti e sembra addirittura compromesso l’anno scolastico. Riferisce di essere svogliato e di non riuscire a porre attenzione a ciò che fa. A sorpresa, il test muscolare effettuato dal Kinesiologo rileva il fattore alimentare. La madre, presente durante la seduta, riferisce che Jacopo non soffre e non ha mai sofferto di alcun disturbo digestivo o alimentare. Pertanto, si tratta proprio di una incompatibilità energetica, vibrazionale. Sebbene scettico, Jacopo sceglie, con l’aiuto della madre, di seguire una nuova alimentazione, in cui introduce vari tipi di cereali, perché questi danno una risposta più organizzata al test muscolare. Dopo alcune sedute, in cui si sono evidenziati anche degli esercizi per la concentrazione, Jacopo si scopre più volenteroso, maggiormente interessato agli argomenti studiati e i voti cominciano a salire. In aprile, Jacopo ha tutti i voti più che sufficienti e infine consegue la piena promozione.
Emanuele, 14 anni.
Emanuele frequenta la prima classe di un Istituto d’Arte. In novembre, la madre, che aveva già beneficiato di sedute di kinesiologia, lo porta dalla Kinesiologa per “fargli ritrovare un po’ di energia per studiare”. Dapprima il test rivela l’opportunità di usare alcune tecniche kinesiologiche specifiche per la concentrazione e la svogliatezza; nella seconda seduta si evidenzia “alimenti da aggiungere”. Anche in questo caso non si tratta di limitare un cibo, ma di integrarlo nell’alimentazione. Nel caso di Emanuele, l’alimento che riorganizza la risposta muscolare è la verdura fresca. La madre riferisce che Emanuele non mangia tanti tipi di verdura e l’unico vegetale che si concede spesso sono le patate fritte. Emanuele spontaneamente decide si ascoltarsi e di notare le differenze dopo aver mangiato verdura fresca. In breve tempo, grazie alla nuova alimentazione e agli esercizi per l’apprendimento, si scopre più “bravo”, tanto che dopo pochi mesi, nell’incredulità dei professori e dei compagni, risulta essere uno dei “secchioni” della sua classe!
Riccardo, 11 anni.
Riccardo si avvicina all Kinesiologia perchè un suo parente ha migliorato molto il rendimento scolastico. A differenza del cugino, che aveva lavorato solo con tecniche kinesiologiche specifiche per l’apprendimento, per Riccardo si evidenzia anche il fattore alimentare. Riccardo sceglie di nutrirsi maggiormente con i cibi più compatibili con la sua energia, cioè quelli che danno una risposta integrata al test muscolare, con la collaborazione della mamma. In breve tempo, si scopre a studiare più volentieri e alle sedute successive riferisce “non so come mai, ma mi viene da stare attento alla lezione”. Non solo i risultati scolastici migliorano, soprattutto Riccardo è contento perché migliora a hockey e il suo allenatore lo cita come esempio di prontezza per i suoi compagni di squadra, cosa che non era mai successa prima.
Utilizzare le proprie risorse grazie alla Kinesiologia
Ciò che è salutare per una persona, può essere incompatibile per un’altra. In ogni caso il risultato è lo stesso: la persona scopre di avere delle potenzialità inespresse, delle risorse insospettate. Magari per anni ha creduto di essere inadeguato incompetente, oppure “non portato per la matematica”, mentre forse bisognava porre attenzione all’alimentazione.
I cibi incompatibili tolgono energia perché il corpo consuma molte risorse per riorganizzarsi e adottare misure che compensino l’incompatibilità: in questo modo l’energia necessaria per affrontare l’attività intellettuale può risultarne ridotta. I cibi compatibili lasciano a disposizione più energia che può essere indirizzata dall’organismo in altre aree, come la capacità di concentrarsi o l’efficienza mentale.
Anche l’autoosservazione può dare delle risposte. Proviamo a osservarci il giorno dopo aver mangiato un certo cibo: come sono la nostra lucidità intellettuale, la nostra memoria, la nostra attenzione? Poi riduciamone l’assunzione e proviamo a osservarci dopo una settimana: cosa notiamo di diverso nel nostro modo di funzionare a livello mentale? Questo può essere un modo per autoeducarsi a stili di vita più orientati al benessere.
Si può ripetere questo “autotest” per ogni singolo cibo. O richiedere una consulenza kinesiologica a un Kinesiologo Professionale. Il Kinesiologo conosce anche gli strumenti per fare in modo che la limitazione di un certo cibo e l’aumento di altri non sia un peso e risulti facile e agevole. Buon appetito!